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| Austis
è un suggestivo insediamento montanaro rurale nella provincia di Nuoro
ed ha le origini molto antiche.
Conta circa 1000 abitanti. Questo luogo fu popolato fin dalla
preistoria ma il centro del villaggio è di origini romane. L’Imperatore
Augusto – dal quale deriva il nome della località – mandò i suoi
uomini ad instaurare una stazione militare per tenere sotto controllo il
territorio piuttosto ribelle. |
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La
storia più antica di Austis trova conferma in alcuni reperti
archeologici, attualmente conservati nella Biblioteca Comunale. Del
periodo neolitico si considerano le punte di frecce in ossidiana trovate
numerosissime da queste parti; del periodo ancora preistorico si possono
vedere oggi residui di villaggi nuragici, ad esempio Nuraghe Istecorì
in omonima località ed altri. |
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| Già
allora gli uomini facevano i pastori e gli agricoltori e le loro donne
lavoravano la lana. In molte capanne nuragiche sono stati trovati pesi
di telaio e fusaiole. Il Nuraghe è il più tipico monumento della
civiltà nuragica. In Sardegna ne esistono circa 7.000 . L’interesse
storico archeologico su questi monumenti cominciò a manifestarsi a
partire dal sedicesimo secolo. |
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Nell’ottocento
l’interesse scientifico si accese e contemporaneamente divenne
serratissimo il dibattito sull’origine e l’uso dei nuraghi.
Questi
monumenti, nella più ricorrente forma tronco-conica, sono costruiti con
pietre di grandissime dimensioni accostate fra di loro.
La
forma è ottenuta con una tecnica costruttiva particolare che sovrappone
grosse pietre disposte in file orizzontali tenute insieme dalla loro
stessa forza peso. |
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| All’interno
della torre si trova una camera realizzata anch’essa mediante la
disposizione di pietre a cerchi concentrici tenute insieme senza malta e
più grezze rispetto a quelle usate per l’esterno. Il Nuraghe Istecorì
di Austis è ancora ben conservato, nonostante il trascorrere del tempo.
Il primo elemento che colpisce il visitatore è la straordinaria forza
della natura che ha addirittura fatto nascere un albero nella sua sommità. |
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Il monumento ha
tre ingressi. E’ caratterizzato dalla presenza di alcune fessure che
probabilmente servivano per avvistare i nemici. Ciò avvalora la tesi
che i nuraghi fossero principalmente costruiti a scopo difensivo. Altro
elemento che sembra confermare questa tesi, finora una delle più
accreditate, è il fatto che i nuraghi fossero sempre situati in
posizione strategica. I nuragici erano divisi in tribù, che abitavano
nei villaggi di capanne erette intorno ai nuraghi.
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Le capanne, costruite
in pietra, avevano forma circolare e il tetto di paglia, simili alle “pinnette” che ancora oggi costruiscono i pastori. Le più importanti
decisioni riguardanti la comunità nuragica venivano discusse, in
assemblee che si tenevano nelle sale del consiglio del capo tribù e dai
capi famiglia. A Perda Longa si trova la cosiddetta Tomba dei Giganti.
E’ una tavola di pietra chiamata anche dolmen ed è un monumento
funebre degli uomini di epoca nuragica. Le tombe dei giganti sono
formate da lastroni infissi verticalmente nel terreno e ricoperti da
altri posti di piatto a formare la cassa mortuaria. Nella parte
anteriore è generalmente
presente un’esedra, cioè un emiciclo.
In Sardegna esistono più di 300 esemplari. Generalmente le tombe
dei giganti sorgono vicino ai villaggi nuragici. La tecnica costruttiva
prevede che a congiunzione tra la cassa e l’esedra venga eretta di
solito una stele, alla base della quale un portello mette in
comunicazione l’esedra alla cassa, ossia il mondo dei vivi a quello
dei morti. Lo schema di queste tombe riporta in forma stilizzata la
sacra protome bovina. Le tracce di plurisecolare occupazione romana ad
Austis sono i ruderi di edifici di quell’epoca, ceramiche, monete,
lapidi funerarie, urne, iscrizioni e bronzi.
Austis nel Medioevo fu inclusa nel Giudicato di Arborea, poi passò
sotto il controllo del Re. Successivamente fu incluso nel Marchesato di
Oristano e poi in vari feudi. Solo nel 1838 il villaggio si affrancò
dalla dipendenza feudale.
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