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Austis è un suggestivo insediamento montanaro rurale nella provincia di Nuoro ed ha le origini molto antiche. Conta circa 1000 abitanti. Questo luogo fu popolato fin dalla preistoria ma il centro del villaggio è di origini romane. L’Imperatore Augusto – dal quale deriva il nome della località – mandò i suoi uomini ad instaurare una stazione militare per tenere sotto controllo il territorio piuttosto ribelle. pietre_romane,attualmente conservati nella Biblioteca Comunaledi Austis
pietre_romane.jpg (21807 byte) La storia più antica di Austis trova conferma in alcuni reperti archeologici, attualmente conservati nella Biblioteca Comunale. Del periodo neolitico si considerano le punte di frecce in ossidiana trovate numerosissime da queste parti; del periodo ancora preistorico si possono vedere oggi residui di villaggi nuragici, ad esempio Nuraghe Istecorì in omonima località ed altri. pietre_romane,attualmente conservati nella Biblioteca Comunaledi Austis 
Già allora gli uomini facevano i pastori e gli agricoltori e le loro donne lavoravano la lana. In molte capanne nuragiche sono stati trovati pesi di telaio e fusaiole. Il Nuraghe è il più tipico monumento della civiltà nuragica. In Sardegna ne esistono circa 7.000 . L’interesse storico archeologico su questi monumenti cominciò a manifestarsi a partire dal sedicesimo secolo. nuraghe istecorì.jpg (87739 byte)
nuraghe istecorì1.jpg (91245 byte) Nell’ottocento l’interesse scientifico si accese e contemporaneamente divenne serratissimo il dibattito sull’origine e l’uso dei nuraghi. Questi monumenti, nella  più ricorrente forma tronco-conica, sono costruiti con pietre di grandissime dimensioni accostate fra di loro. La forma è ottenuta con una tecnica costruttiva particolare che sovrappone grosse pietre disposte in file orizzontali tenute insieme dalla loro stessa forza peso. nuraghe02.jpg (87382 byte)
All’interno della torre si trova una camera realizzata anch’essa mediante la disposizione di pietre a cerchi concentrici tenute insieme senza malta e più grezze rispetto a quelle usate per l’esterno. Il Nuraghe Istecorì di Austis è ancora ben conservato, nonostante il trascorrere del tempo. Il primo elemento che colpisce il visitatore è la straordinaria forza della natura che ha addirittura fatto nascere un albero nella sua sommità. nuraghe03.jpg (59797 byte)
nuraghe01.jpg (85581 byte) Il monumento ha tre ingressi. E’ caratterizzato dalla presenza di alcune fessure che probabilmente servivano per avvistare i nemici. Ciò avvalora la tesi che i nuraghi fossero principalmente costruiti a scopo difensivo. Altro elemento che sembra confermare questa tesi, finora una delle più accreditate, è il fatto che i nuraghi fossero sempre situati in posizione strategica. I nuragici erano divisi in tribù, che abitavano nei villaggi di capanne erette intorno ai nuraghi. nuraghe04.jpg (68042 byte)

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nuraghe_albero.jpg (83980 byte) nuraghe_albero 1.jpg (76586 byte) nuraghe_albero2.jpg (83865 byte)

 

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Le capanne, costruite in pietra, avevano forma circolare e il tetto di paglia, simili alle “pinnette”  che ancora oggi costruiscono i pastori. Le più importanti decisioni riguardanti la comunità nuragica venivano discusse, in assemblee che si tenevano nelle sale del consiglio del capo tribù e dai capi famiglia. A Perda Longa si trova la cosiddetta Tomba dei Giganti. E’ una tavola di pietra chiamata anche dolmen ed è un monumento funebre degli uomini di epoca nuragica. Le tombe dei giganti sono formate da lastroni infissi verticalmente nel terreno e ricoperti da altri posti di piatto a formare la cassa mortuaria. Nella parte anteriore è  generalmente presente un’esedra, cioè un emiciclo. In Sardegna esistono più di 300 esemplari. Generalmente le tombe dei giganti sorgono vicino ai villaggi nuragici. La tecnica costruttiva prevede che a congiunzione tra la cassa e l’esedra venga eretta di solito una stele, alla base della quale un portello mette in comunicazione l’esedra alla cassa, ossia il mondo dei vivi a quello dei morti. Lo schema di queste tombe riporta in forma stilizzata la sacra protome bovina. Le tracce di plurisecolare occupazione romana ad Austis sono i ruderi di edifici di quell’epoca, ceramiche, monete, lapidi funerarie, urne, iscrizioni e bronzi. Austis nel Medioevo fu inclusa nel Giudicato di Arborea, poi passò sotto il controllo del Re. Successivamente fu incluso nel Marchesato di Oristano e poi in vari feudi. Solo nel 1838 il villaggio si affrancò dalla dipendenza feudale.

 

 

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ultimo aggiornamento:  sabato 16 febbraio 2008